LE SASSANE
LE SASSANE
A quattro chilometri da Pietracolora si può visitare la località Sassane, cosi definita per gli enormi e caratteristici sassi che vi si trovano. Questa zona è caratterizzata da un complesso arenario spettacolare alto fino a 120 metri a strapiombo sulla vallata, dove sul fondo scorre il torrente Marano. Si tratta d’imponenti strati di arenaria spessa qualche decina di metri e che hanno resistito nei millenni all’erosione dei venti e del corso d’acqua sottostante creando questo spettacolare precipizio completamente naturale; in sostanza forre sormontate da guglie rocciose imponenti e rocce di consistenza diversa che attraverso una degradazione differenziata hanno creato queste forme. Questi “sassoni” creano una sorta di terrazza sulla vallata.
Alla base si trova una sorgente d’acqua sulfurea, la quale ha un buon contenuto di zolfo, gas metano, sodio, fluoro e fosfati, che ne vanno a caratterizzare il famoso odore acre; è indicata particolarmente per disturbi epatobiliari e intestinali.
Sul fondo della vallata invece scorre il torrente Marano, un affluente del Reno, che ha un percorso lungo circa dieci chilometri ed è segmentato da un notevole numero di briglie artificiali realizzate negli anni quaranta e cinquanta del Novecento per rallentarne l’impeto delle acque. Un sentiero percorribile costeggia buona parte del letto del torrente.
La flora del posto è composta prevalentemente da aceri, querce, e castagni, con la presenza anche di pioppi, faggi e carpini. Nei versanti più assolati si possono incontrare ginestre, erica, calunna e sedum.
Sopra lo scoglio arenario delle Sassane si trova l’oratorio dedicato a santa Maria Maddalena e ricostruito nel 1977. Le prime notizie di quest’oratorio si hanno da antichi elenchi del XIV secolo, menzionato tra le chiese dipendenti dalla Pieve di Pitigliano come ospitale, sotto il titolo di Sancte Rayne de Sassana (la Madonna Regina) presenti su siti internet.
Nel Quattrocento fu intitolato a Santa Maria Maddalena e passò sotto la parrocchia di Pietracolora. Don Mutio Maria Muccini, parroco di Pietracolora dal 1669 al 1703, in alcune memorie raccolte a proposito di questo edificio dice che quei luoghi erano frequentati da “stregoni” i quali da questa sommità scatenavano tempeste e sventure che affliggevano il circondario. Un’eremita transitando da quelle parti vedendo questo raduno di “stregoni e diavoli”, cominciò subito a pregare e santa Maria Maddalena, sua protettrice, gli apparve e gli disse di fare costruire in quel luogo, al disotto del dirupo, una chiesa in suo onore e celebrarvi la messa il giorno a essa dedicato; in tal modo ella avrebbe liberato quei luoghi dagli stregoni e dai diavoli, rendendo inoltre le terre fertili e abitabili. Cosi avvenne, e il territorio ebbe un lungo periodo di fertilità e abbondanza di raccolti, che tuttavia si affievolì quando quest’adempimento incominciò a non essere più celebrato: ricominciarono le tempeste e il cattivo tempo fino a quando la devozione popolare riprese a onorare l'impegno della messa celebrativa, oltre ad altre funzioni compresa quella della terza domenica di Pasqua.
Don Muccini parla anche di feste fatte alle Sassane sul finire del XVII secolo, in concomitanza delle celebrazioni in onore della santa, con la partecipazione di molte persone e pure di un mercato. Sempre in questo periodo la costruzione è definita Badia ovvero Abbazia, dove solitamente soggiornavano uno o più eremiti molti dei quali vissero e morirono in questo luogo.
Oratorio antico
Ricostruzione oratorio
Nell’autunno del 1778 l'oratorio fu distrutto a causa di un masso staccatosi dalla rupe superiore, ma in meno di due anni i popolani lo ricostruirono al di sopra della rupe, in pratica nella posizione attuale, con elegante simmetria e più elegante architettura rispetto al precedente.
Questa costruzione era più ampia di quella attuale e comprendeva un altare, una sacrestia e due piccole campane, e rimase sostanzialmente tale fino al secondo conflitto mondiale.
Nel mese di settembre del 1944, l'oratorio venne danneggiato da diversi colpi dell’artiglieria alleata, e al termine delle operazioni belliche fu ritrovato con il tetto e parte dei muri crollati. Sul momento non fu possibile intervenire: in primo luogo per la mancanza di denaro, in secondo luogo perché gli abitanti di Pietracolora erano impegnati a rendere agibili le proprie abitazioni.
Finalmente, pur in mancanza di adeguati fondi, partì l’iniziativa privata da parte di pietracoloresi volonterosi che si impegnarono nella sua ricostruzione, diretti dall’allora arciprete don Angelo Passini e dal geometra Ottorino Gentilini che si occupò del progetto, approvato il 15 aprile 1977. L’inaugurazione ufficiale si svolse il 15 dicembre 1978 con una grande partecipazione popolare.
L'oratorio è raggiungibile attraverso una piccola strada alberata e immersa nel verde. La facciata, preceduta da un’ampia zona inerbita, è caratterizzata da un portico, non simmetrico, sostenuto da colonne in cemento armato con copertura in laterizio. L’interno, semplice e sobrio, è caratterizzato da una pavimentazione in cotto e da alzati intonacati color bianco.
Tuttora si continua a festeggiare in questi luoghi e nel boschetto adiacente l’ultima domenica di luglio con celebrazioni religiose, delizie gastronomiche e divertimenti vari fino a notte fonda grazie a un comitato di volontari locali che si occupano dei preparativi.